MOTOR CHALLENGE  

 

CASI DI SUCCESSO

1. Ottimizzazione di un impianto di produzione di aria compressa di un costruttore di macchine
2. Risparmio energetico tramite la riduzione del diametro della girante di una pompa
3. Controllo della ventilazione di processo
4. Motori elettrici non necessari
5. Applicazioni di variatori di frequenza a pompe per acqua potabile

 

 

1. Ottimizzazione di un impianto di produzione di aria compressa di un costruttore di macchine

Descrizione: Nel 1997 il sistema di produzione di aria compressa del "plant2" della fabbrica di automobili tedesca Dott. Ing. h.c. F. Porsche AG vicino Stuttgart era costituito da un compressore a vite raffreddato ad acqua (22,2 m3/min, FAD) più quattro compressori alternativi raffreddati ad acqua da 15 m3/min cadauno. La massima pressione di funzionamento era 8,7 bar. Un'analisi sul sistema ad aria compressa, condotta da specialisti di una fabbrica di compressori, ha riscontrato una richiesta di aria compressa variabile tra i 15 e 65 m3/min. Elaborando tutti i dati attinenti è stato definito un nuovo sistema di aria compressa con un utilizzo ottimizzato dell'energia.

Azione intrapresa: Il nuovo sistema è suddiviso in due stadi comprendenti solo compressori a vite raffreddati ad aria. Si è fatto fronte ai picchi di carico mediante tre macchine con un FAD di 5,62 m3/min ognuno, mentre il carico di base è stato coperto con quattro compressori conn un FAD di 16,4 m3/min ognuno. Tutti i sette compressori sono gestiti da un sistema di controllo centralizzato.

Risultati: L'ottimizzazione del sistema ad aria compressa ha permesso di conoscere i costi dell'energia e di effettuare risparmi energetici. Grazie ad una migliore utilizzazione dei compressori, e grazie alla possibilità di abbassare la massima pressione di funzionamento da 8,5 a 7,5 bar, la potenza specifica complessiva della stazione di compressione è stata ridotta da 8,19 a 6,19 kW/(m3min). I risparmi complessivi di elettricità ammontano a 483000 kWh per anno. In più sono da conteggiare circa 55000 euro di risparmi per il mancato consumo dell'acqua di raffreddamento. Così l'ottimizzazione del sistema di aria compressa è stata realizzata con un ragionevole tempo di ritorno.

 

2. Risparmio energetico tramite la riduzione del diametro della girante di una pompa

Descrizione: Un'azienda utilizza una pompa centrifuga per riportare la condensa alla caldaia. Un'analisi mostra che la pressione che la pompa conferisce al liquido è molto più alta di quella necessaria. Il forte strozzamento necessario per la regolazione genera instabilità nel sistema con il risultato di un cattivo funzionamento e di alti costi di manutenzione.

Azione intrapresa: A seguito di un confronto con il costruttore della pompa la compagnia ha deciso di ridurre il diametro della girante della pompa da 320 mm a 280 mm permettendo alla pompa di operare senza strozzamento. La riduzione della potenza richiesta dalla pompa ha permesso l'utilizzo di un motore più piccolo con ulteriore risparmio di energia.

Risultati: La modifica intrapresa ha eliminato l'instabilità (cavitazione) e generato risparmi energetici significativi. La potenza della pompa, dopo la riduzione del diametro della girante, è diminuita di circa il 30%. Un'analisi ha mostrato che il risparmio di energia è stato di 197000 kWh/anno pari a 12714 euro e inoltre c'è stata una riduzione dei costi di manutenzione di 4285 euro per anno rispetto a quando la pompa aveva problemi di cavitazione. La ridotta potenza dovuta ad una girante più piccola ha permesso di passare da un motore da 110 kW ad uno da 75 kW. Questo motore più piccolo, funzionando più vicino al massimo dell'efficienza, ha prodotto risparmi addizionali di 1701 euro. Il lavoro di smontaggio e rimontaggio della pompa come quello di riduzione del diametro sono stati piuttosto modesti. Il costo di lavorazione della girante è stato di 371 euro. La sostituzione del motore da 110 kW con uno nuovo da 75 kW ha richiesto un investimento aggiuntivo di 3600 euro. La riduzione della strozzatura causata dalla valvola ha anche ridotto le eccessive vibrazioni e un rumore inaccettabile.

Convenienza: Il tempo di ritorno totale dovuto alla riduzione del diametro della girante ed alla sostituzione del motore è stato di appena 11,4 settimane calcolate sulla base di un risparmio annuo di 18070 euro su un investimento totale di 3971 euro.

 

3. Controllo della ventilazione di processo

Descrizione: Un'officina utilizza, per salvaguardare la salute dei lavoratori, un certo numero di ventilatori di aspirazione per ridurre il particolato e le sostanze chimiche presenti nell'aria. I ventilatori sono stati equipaggiati con interruttori on/off manuali. Comunque, i lavoratori non rispettavano il compito di spegnere gli apparecchi di ventilazione quando non necessari o alla fine della giornata.

Azione intrapresa: Le unità (venti in numero) sono state dotate di temporizzatori che intervengono automaticamente per spegnerle dopo un tempo predefinito al termine dell'orario di lavoro.

Risultati: Il consumo di elettricità è stato ridotto di 280 MWh/anno con un conseguente risparmio annuo di 12800 euro. In aggiunta i consumi per riscaldamento sono stati ridotti di 380 MWh/anno con un risparmio annuo di circa 10500 euro. L'investimento totale è stato di circa 9600 euro.

Redditività: Il tempo di ritorno è stato di circa 0,4 anni.

 

4. Motori elettrici non necessari

Descrizione: La LKAB, settore minerario, usa motori elettrici di grande potenza per azionare nastri trasportatori nel suo impianto di finitura di Kiruna. Sono state condotte, in collaborazione con un distributore di energia, accurate misurazioni di assorbimento di energia durante l'esercizio. I risultati hanno mostrato che la potenza totale richiesta è di 370 kW mentre la potenza installata è di 900 kW (due motori da 450 kW ognuno).

Azione intrapresa: Uno dei due motori, insieme alla sua trasmissione, è stato rimosso. Questa stessa azione è stata successivamente intrapresa su un totale di otto nastri trasportatori con uguale potenza installata.

Risultati: I costi di energia si sono ridotti di circa 105000 euro per anno, si sono ridotte le spese di manutenzione conseguenti alla rimozione di otto motori e di otto trasmissioni, prelievo di potenza reattiva più bassa, ecc.

Redditività: Il tempo di ritorno è stato approssimativamente di 0,3 anni (inclusi i costi per misurare l'assorbimento di potenza).

 

5. Applicazioni di variatori di frequenza a pompe per acqua potabile

Caso 1 - Due pompe uguali, una di riserva all’altra, che prelevano da un pozzo e inviano l’acqua in un serbatoio posto a quota 180 m sul livello del mare.

Caso 2 - Trasferimento acqua dai pozzi di prelievo ad un serbatoio posto a quota +131 m.

 

 Il consumo di acqua potabile

In Italia ogni anno vengono distribuiti circa 9 miliardi di metri cubi (nel 2005, 8,7 miliardi) di acqua potabile prelevati in massima parte da acque sotterrane (86%) e per la rimanente parte (14%) da acque superficiali.

Da un’indagine Istat che risale al 1999 risulta che il compito della distribuzione è affidato a circa 11.738  acquedotti molto differenti tra di loro in termini gestionali, funzionali e dimensionali. La maggior parte degli acquedotti (9.834) sono di piccola entità (100.000 metri cubi anno) e riforniscono un solo comune, 1.626 sono intercomunali e 186 interprovinciali. Dietro ogni acquedotto c’è almeno una stazione di pompaggio  con i suoi consumi elettrici.

Per distribuire l'acqua potabile occorre molta energia elettrica.

L’energia elettrica consumata annualmente dagli acquedotti è di circa 6.500 GWh (nel 2005, 6.324,3 GWh) pari a circa il 2% del consumo totale nazionale di energia elettrica. Il costo di acquisto dell’energia elettrica è una voce importante nel bilancio di un acquedotto in quanto ne rappresenta circa il 20%. Quindi ridurre i consumi di energia elettrica significa anche ridurre i costi delle società che gestiscono gli acquedotti.

Negli acquedotti le pompe sono i componenti che consumano la maggiore quantità di energia elettrica.

La maggior parte dei consumi elettrici è relativa al funzionamento delle pompe utilizzate per trasferire l’acqua dai punti di prelievo alle utenze finali o direttamente o per il tramite di serbatoi di accumulo. Si è pensato quindi di applicare il Programma Motor Challenge ed in particolare il modulo relativo ai sistemi di pompaggio a due stazioni di pompaggio dell'acqua potabile per verificare i possibili vantaggi ottenibili in termini di uso efficiente dell’energia elettrica.

 

 

Stazione di pompaggio 1 - Due pompe uguali, una di riserva all’altra, che prelevano da un pozzo e inviano l’acqua in un serbatoio posto a quota 180 m sul livello del mare.

Dati relativi alle pompe:

Tipo centrifughe ad asse verticale
Portata nominale 28 l/s
Prevalenza 307 m
Rendimento 76,1%
Potenza richiesta 110 kW

 La località servita è una località di villeggiatura estiva e quindi con consumi molto variabili nell’ambito dell’anno solare. La variazione della portata, per rispondere ai differenti regimi, è ottenuta mediante la regolazione di una valvola manuale. I differenti regimi di portata nell’arco dell’anno possono ricondursi a quattro ognuno con un differente  numero di ore anno come riportato nella tabella sottostante.

 Tabella 1. Portata in funzione delle ore anno

Utilizzazione

Portata
l/s

Ore funzionamento
h/a

bassa

21

1841

media

25

904

alta

28

1596

altissima

35

633

 

 

 

Totale

 

4974

Figura 1. Portata in funzione delle ore anno

Il primo controllo effettuato ha riguardato la validità della pompa utilizzata nei confronti del servizio richiesto. La pompa utilizzata ha il suo punto di massimo rendimento alla portata di 28 l/s. Questo valore rappresenta una delle portate che la pompa eroga nel corso dell’anno. Esso è abbastanza centrato in quanto la portata deve variare da un minimo di 21 l/s ad un massimo di 35 l/s, quindi si può dire che la pompa in uso è adeguata al servizio richiesto.

 Il secondo controllo effettuato ha riguardato la convenienza tecnico economica di applicare un variatore di frequenza per il controllo della portata. Infatti, modificando la frequenza di alimentazione tramite un inverter, varia il numero di giri del motore e quindi la portata della pompa, come riportato nella tabella 2.

  Tabella 2. Dati caratteristici delle pompe in funzione della diversa frequenza di alimentazione

Frequenza  Hz

50,0

44,3 42,0 39,3
Portata  l/s

35,0

28,0

25,0

21,0

Velocità rotazione  g/m

2.900

2.570

2.440

2.280

Prevalenza  m

218,0

210,0

200,0

195,0

Potenza richiesta  kW

109,0

80,0

65,0

55,0

Rendimento motore elettrico  %

84,5

82,0

81,0

80,0

Potenza assorbita motore elettrico  kW

128,9

97,5

80,2

68,7

 La potenza assorbita si riduce notevolmente con l’abbassarsi del numero di giri del motore ottenendo nel contempo la modifica della della portata voluta.

Tabella 3. Risparmio annuo ottenibile regolando la portata con inverter

Energia elettrica consumata prima dell'intervento  kWh/a

633.689

Energia elettrica consumata dopo dell'intervento  kWh/a 459.413
Risparmio energetico annuo  kWh/a 174.276
Risparmio energetico  % 27,5
Costo energia elettrica  €/kWh 0,11
Risparmio economico  €/a 19.170
Risparmio energetico in energia primaria  tep/a 38,34

 

Valutazione economica

 Per questa applicazione si è scelto di utilizzare un inverter della potenza di 132 kW nella versione IP21. Il costo di un inverter di questa taglia incluso il montaggio e accessori è pari a circa:

 17.000 €

 Il tempo di ritorno dell’investimento è quindi pari a:

 0,9 anni

 Il calcolo del VAN dell’investimento, considerando una vita dell’investimento di 10 anni e un tasso di rendimento del 5%, è pari a:

 131.000 €

 Di seguito si riporta la curva di andamento del VAN (Valote Attualizzato Netto) in funzione degli anni di utilizzo

 Figura 2. Andamento del VAN dell’investimento relativo all’inverter

 

Decreti Efficienza Energetica

 Come è noto nel luglio 2004 sono stati emanati i Decreti di efficienza energetica che impongono ai Distributori di energia elettrica e gas di effettuare interventi di efficienza energetica negli usi finali. L’applicazione di sistemi elettronici di regolazione di frequenza come quello sopra proposto sono tra gli interventi riconosciuti dai decreti per ottenere un titolo di efficienza energetica.

 L’intervento può quindi essere proposto ad un Distributore o ad una Società di servizi energetici (ESCO, secondo l'acronimo inglese) affinché lo utilizzi per richiedere titoli di efficienza energetica (TEE). Così facendo si potrebbe ottenere un contributo finanziario all’investimento proporzionale al valore di mercato dei TEE. L’entità del contributo non può essere fissata in questa sede perché va negoziata con il Distributore o la ESCO.

Contributo ottenibile dal distributore o ESCO  €/tep 70
Contributo annuo ottenibile a seguito dell'intervento  €/a 2.680
VAN che tiene conto dei TEE acquisiti  € 142.500
Contributo ottenibile in 5 anni  € 13.400
Contributo in rapporto all'investimento  % 78

 

Stazione di pompaggio 2 - Trasferimento acqua dai pozzi di prelievo ad un serbatoio posto a quota +131 m.

 Dati relativi alle pompe:

Tipo

centrifughe ad asse verticale
Portata nominale 12,2  l/s
Prevalenza 150  m
Rendimento 74,7  %
Potenza richiesta 30  kW

Anche in questo caso i consumi sono variabili durante l’arco dell’anno e la variazione della portata è effettuata tramite valvola di regolazione. I differenti regimi di portata nell’arco dell’anno possono ricondursi a due, ognuno con un differente  numero di ore/anno come riportato nella tabella sottostante.

 Tabella 5. Ore di funzionamento in funzione della portata.

Utilizzazione

Portata
l/s

Potenza richiesta
kW

Ore funzionamento
h/a

bassa

8

20

3147

alta

10

22,3

1684

 

 

 

 

Totale

 

 

4831

 

Figura 3. Portata in funzione delle ore anno

Anche in questo caso si è visto che le portate richieste possono essere ottenute variando il numero dei giri del motore modificando la frequenza di alimentazione come riportato nella tabella 6.

 Tabella 6. Dati caratteristici delle pompe in funzione della diversa frequenza di alimentazione.

Frequenza  Hz                

48,0

45,5

Portata  l/s

10

8

Ore di funzionamento  h/a

1.684

3.147

Velocità rotazione  g/m

2.780

2.640

Prevalenza  m

150,0

142,0

Potenza richiesta  kW

19,9

15,8

Rendimento motore elettrico  % 87,0 87,0

Potenza assorbita motore elettrico  kW

22,9

18,2

 Si può notare che variando la frequenza varia anche il numero di giri del motore, la portata richiesta e la potenza assorbita.

 Tabella 7. Energia risparmiata

Energia elettrica consumata prima dell'intervento  kWh/a

114.205

Energia elettrica consumata dopo l'intervento  kWh/a

100.714

Risparmio energetico annuo  kWh/a

13.491

Risparmio energetico  %

11,8

Costo energia elettrica  €/kWh

0,115

Risparmio economico  €/a

1.551

Risparmio energetico in energia primaria  tep/a

2,97

 

 Valutazione economica

 Per questa applicazione abbiamo scelto di utilizzare un inverter della potenza di 37 kW nella versione IP21. Il costo di un inverter di questa taglia incluso il montaggio e accessori è pari a circa:

 3.240  €

 Il tempo di ritorno dell’investimento è quindi pari a:

 2,1 anni

 Il calcolo del VAN dell’investimento, considerando una vita dell’investimento di 10 anni e un tasso di rendimento del 5%, è pari a:

 8.740 €

 Di seguito si riporta la curva di andamento del VAN in funzione degli anni

 Figura 4. Andamento del VAN dell’investimento

 

 

Decreti Efficienza Energetica

Contributo ottenibile dal Distributore o ESCO  €/tep 70
Contributo annuo ottenibile a seguito dell'intervento  €/a 237
VAN che tiene conto dei TEE  € 9.700
Contributo ottenibile in 5 anni  € 1.200
Contributo in rapporto all'investimento  % 37